Racconti industriali 2022

La rassegna Racconti industriali è dedicata alle diverse narrazioni delle realtà industriali italiane, con l’obbiettivo di offrire occasioni di confronto e riflessione sull’attuale situazione di Torviscosa. L’edizione 2022 comprende narrativa, saggistica, film e storytelling.

13 maggio

Ore 9.00 – La città di Marinotti: una visita teatrale di Torviscosa. Con Manuel Buttus, Roberta Colacino, Maurizio Zacchigna e Adriano Giraldi / Riservato alle scuole

Ore 20.45 – Teatro Pasolini, Cervignano del Friuli: Metropolis, di Fritz Lang (versione integrale restaurata)
In una gigantesca città-fabbrica, gli operai sono divenuti schiavi dei padroni e vogliono ribellarsi. Una ragazza, Maria, li dissuade, perché sa che se si ribellassero sarebbero massacrati. Il saggio Rotwang, spirito nichilista e distruttore, fabbrica un robot con le sembianze di Maria, che spingerà il popolo alla rivolta. La città sarà salvata dal massacro e dall’inondazione grazie all’intervento del figlio del grande capo Freder, innamorato di Maria. Attraverso un matrimonio interclassista, tutti i conflitti saranno risolti: “Il cuore servirà da mediatore fra le braccia e il cervello”. C’è in questo messaggio una pretesa che oggi appare estremamente ingenua, ma per l’epoca, Metropolis testimoniava di una grande audacia visionaria che non era completamente priva di fondamento, soprattutto su certi punti: ispirata da un viaggio a New York, Metropolis è una città assai somigliante ai futuri campi di lavoro degli anni 1933-45 e ai complessi industriali dei nostri tempi.
Quella che proponiamo è la versione più completa esistente del celebre capolavoro di Fritz Lang, restaurata nel 2010 e contenente anche i 30 minuti ritrovati nel 2008, che portano la durata complessiva del film a 149 minuti.

14 maggio

Ore 10.15 – La città di Marinotti: una visita teatrale di Torviscosa. Con Manuel Buttus, Roberta Colacino, Maurizio Zacchigna e Adriano Giraldi / Prenotazione obbligatoria
È il 28 agosto 1938: Filippo Tommaso Marinetti visita il territorio di Torre di Zuino, nella Bassa friulana, dove la SNIA Viscosa sta completando la costruzione di un grande stabilimento industriale. A invitarlo è lo stesso direttore generale della SNIA, Franco Marinotti, che sogna anche la nascita di una nuova città. Oltre a loro, ad accompagnare il pubblico in questo racconto teatrale delle origini di Torviscosa ci sono anche la segretaria di Marinotti e il parroco del paese, che rappresenta la voce più critica e interpreta lucidamente i malumori popolari.

Ore 11.30 – CID, Torviscosa: «Primavera ecologica» mon amour. Industria e ambiente cinquant’anni dopo, di Pierpaolo Poggio e Marino Ruzzenenti. Presentazione a cura dell’autore Marino Ruzzenenti
Quali sono state, e quali sono, le responsabilità e il ruolo delle amministrazioni locali nella tutela dei loro territori? Ne parliamo con Marino Ruzzenenti, storico dell’ambiente bresciano, che da anni si occupa dell’inquinamento provocato dalla Caffaro di Brescia.
Cinquant’anni fa donne e uomini di scienza e di coscienza diedero vita in Italia e nel mondo a quella che Giorgio Nebbia amava chiamare “primavera ecologica”: spiegarono nitidamente all’umanità che il modello economico basato sui fossili, sulla crescita illimitata, sul continuo degrado delle risorse naturali e sullo sfruttamento dei “dannati della terra” non aveva futuro. E indicarono, con altrettanta chiarezza, i nuovi percorsi che si sarebbero dovuti intraprendere per assicurare alle generazioni che verranno condizioni di vita dignitose. Un consuntivo di quanto è avvenuto in questo mezzo secolo è d’obbligo, ed è l’intento di questo libro, perseguito analizzando criticamente i fatti, con un occhio particolarmente attento al “caso italiano” e alle occasioni mancate proprio per non aver affrontato di petto la questione ambientale. Ora il declino del Paese è reso evidente a tutti dalla drammatica crisi del Covid-19 e potrebbero tornare utili le indicazioni profetiche della “primavera ecologica”.

Ore 15.00 – CID, Torviscosa: Il nemico. Romanzo eretico, di Emanuele Tonon; Pane e ferro: il Novecento qui da noi. Romanzo storico, di Massimiliano Santarossa. Presentazione a cura degli autori
Facciamo re-incontrare due amici che non si vedono da tempo, ma probabilmente solo perché abitano distanti: uno in Friuli, l’altro in Puglia. Entrambi hanno un profondo legame con il Nord-est, che raccontano in due romanzi molto diversi tra loro, a cominciare dai sottotitoli: romanzo “storico” l’uno, romanzo “eretico” l’altro.
Emanuele TONON, Il nemico. Romanzo eretico
Un romanzo eretico, disturbante e maledetto. Tra vita quotidiana e invettiva spirituale, uno spaccato struggente e indimenticabile del Nordest italiano profondo. Emanuele Tonon costruisce una sconvolgente epica familiare. Con uno spietato alternarsi di alto e basso, di letterarietà e trivio, di preghiera e bestemmia, trasforma la scrittura in un complesso rituale esoterico per denunciare l’insopportabile ingiustizia dell’esistere. Vita di fabbrica, vino, un Benelli scassato, internet e le voci dei morti, tutto concorre a fare di questo libro una potente, macabra, eresia. Il nemico è il blasfemo, feroce atto d’accusa di un uomo contro dio: quel dio, assoluto e fallace, che anche se esistesse dovrebbe rispondere del crimine odioso di consentire la possibilità del dolore, della morte, del tradimento.
Massimiliano SANTAROSSA, Pane e ferro: il Novecento, qui da noi. Romanzo storico
Paesenovo sta tra Veneto e Friuli, nella grande pianura padana… come da sempre ripetono Enea, suo padre, sua madre e i molteplici protagonisti di “Pane e ferro”. Un microcosmo che ha visto passare tra le campagne sterminate, le strade di sassi e polvere e le case sorte a lato del grande fiume il Novecento intero, portando in quel piccolo borgo contadino due guerre mondiali e una epocale migrazione dai campi alle fabbriche, unica rivoluzione vissuta e accettata “qui da noi”. “Pane e ferro” racconta un’epopea famigliare lunga un secolo, dall’alba del 1895 al tramonto del 1999, dal nonno, vecchio patriarca, che nei due conflitti mondiali vive la tragedia del suo tempo, fino al figlio e al nipote, chiamati a ripercorrere l’intero secolo breve nei ricordi e sulla pelle, così da lasciarne testamento. Pagine vive e toccanti che dipingono il quadro di un mondo ormai lontano, dove la terra è stata solcata dalla “grande storia” ben più che altrove, e dove le “storie minime”, intime e umane, parlano delle fatiche e delle conquiste di un popolo dimenticato: i “metalmezzadri”. Donne e uomini con la schiena piegata sulla terra da coltivare e i corpi nel ferro da costruire.

Ore 17.00 – CID, Torviscosa: La storia della SNIA Viscosa attraverso i plastici conservati al CID. Visita guidata a cura della Pro Torviscosa
Alla fine degli anni Cinquanta, il gruppo SNIA possiede o controlla numerosi stabilimenti in Italia: oltre a Cesano Maderno e Venaria Reale, che ha creato lei stessa, ci sono la Manifattura di Altessano, la Seta artificiale Varedo, la Società anonima meridionale seta artificiale di Napoli, la Supertessile di Rieti, la Mecborg di Borgone Val di Susa, la Utita di Este. A ogni stabilimento la società chiede di costruire un plastico che lo rappresenti per allestire il grande spazio espositivo del CID di Torviscosa: un totale di 26 plastici di grandi dimensioni, che illustrano la situazione del gruppo in quegli anni.

Ore 20.45 – Teatro Pasolini, Cervignano del Friuli: Sic Fiat Italia, di Daniele Segre
A gennaio del 2011 Sergio Marchionne indice un forum all’interno dello stabilimento FIAT Mirafiori: gli operai dovranno decidere se cambiare le condizioni dei loro contratti o rifiutare i cambiamenti ma chiudere la fabbrica. Per la prima volta si scavalcano i sindacati e si prova ad arrivare ad un compromesso direttamente con i lavoratori.
Non è il tentativo poco ambizioso di raccontare i due giorni del referendum del 13 e 14 gennaio 2011. Il risultato sarebbe stato una semplice e banale inchiesta giornalistica ricca di interviste e povera di riflessione. In 54’ invece, si ha la possibilità di catapultarsi negli ultimi 20 del mondo del lavoro italiano.

15 maggio

Ore 10.30 – CID, Torviscosa: Torviscosa 1940. Progetti e realizzazioni, speranze e fallimenti, truffe e soprusi nel nome dell’autarchia, di Mareno Settimo. Presentazione a cura dell’autore
L’insediamento industriale “autarchico” della SNIA Viscosa a Torre di Zuino nel 1938 e la successiva fondazione della nuova cittadina di Torviscosa trovano, fin dagli inizi, ampio spazio nelle pubblicazioni a stampa. Articoli, monografie e tesi di laurea si moltiplicano negli anni e di pari passo si va diffondendo la sensazione, e in molti anche la convinzione, che sulla “città della cellulosa” tutto sia già stato scritto. In realtà, le ricerche storiche vere e proprie sono state pochissime e l’utilizzo di nuove fonti documentali e archivistiche è stato molto limitato. Questo lavoro ricostruisce il progetto industriale e urbanistico di Marinotti attraverso l’analisi di una lunga serie di documenti conservati in archivi e fondi finora in gran parte inesplorati, colmando, almeno parzialmente, una lunga lacuna storiografica.
Conosciuto soprattutto per il suo impegno ambientalista a Torviscosa, Mareno Settimo è anche un instancabile ricercatore storico. Questo è il suo primo libro, dedicato alla nascita del paese.

Ore 11.30 – CID, Torviscosa: La storia della SNIA Viscosa attraverso i plastici conservati al CID. Visita guidata a cura della Pro Torviscosa
Alla fine degli anni Cinquanta, il gruppo SNIA possiede o controlla numerosi stabilimenti in Italia: oltre a Cesano Maderno e Venaria Reale, che ha creato lei stessa, ci sono la Manifattura di Altessano, la Seta artificiale Varedo, la Società anonima meridionale seta artificiale di Napoli, la Supertessile di Rieti, la Mecborg di Borgone Val di Susa, la Utita di Este. A ogni stabilimento la società chiede di costruire un plastico che lo rappresenti per allestire il grande spazio espositivo del CID di Torviscosa: un totale di 26 plastici di grandi dimensioni, che illustrano la situazione del gruppo in quegli anni.

Ore 20.45 – Teatro Pasolini, Cervignano del Friuli: Riff raff. Meglio perderli che trovarli, di Ken Loach
È stato definito uno dei film più potenti di Ken Loach: tra ironia e tragedia Loach mostra una visione realistica della Gran Bretagna sotto la signora Thatcher attraverso la metafora di un cantiere edile.
Londra, 1990. Da Edimburgo, in cerca di lavoro, arriva Steve. Dopo un breve periodo in carcere per furto, trova lavoro, sotto falso nome, in un cantiere edile. Fa subito amicizia con i colleghi, che lo aiutano ad ambientarsi e che gli trovano anche una casa. Le difficili condizioni di lavoro, la carenza di sicurezza e la mancanza di ammortizzatori sociali e di sussidi, costringono Steve ed i suoi amici ad una vita difficile, senza veri sindacati e diritti.