Il nemico. Romanzo eretico, di Emanuele Tonon | Pane e ferro: il Novecento, qui da noi. Romanzo storico, di Massimiliano Santarossa

Sabato 14 maggio | ore 15.00

Torviscosa | CID – Centro Informazione e Documentazione

Facciamo re-incontrare due amici che non si vedono da tempo, ma probabilmente solo perché abitano distanti: uno in Friuli, l’altro in Puglia. Entrambi hanno un profondo legame con il Nord-est, che raccontano in due romanzi molto diversi tra loro, a cominciare dai sottotitoli: romanzo “storico” l’uno, romanzo “eretico” l’altro.

Il nemico. Romanzo eretico, di Emanuele Tonon

Un romanzo eretico, disturbante e maledetto. Tra vita quotidiana e invettiva spirituale, uno spaccato struggente e indimenticabile del Nordest italiano profondo. Emanuele Tonon costruisce una sconvolgente epica familiare. Con uno spietato alternarsi di alto e basso, di letterarietà e trivio, di preghiera e bestemmia, trasforma la scrittura in un complesso rituale esoterico per denunciare l’insopportabile ingiustizia dell’esistere. Vita di fabbrica, vino, un Benelli scassato, internet e le voci dei morti, tutto concorre a fare di questo libro una potente, macabra, eresia. Il nemico è il blasfemo, feroce atto d’accusa di un uomo contro dio: quel dio, assoluto e fallace, che anche se esistesse dovrebbe rispondere del crimine odioso di consentire la possibilità del dolore, della morte, del tradimento.

Pane e ferro: il Novecento, qui da noi. Romanzo storico, di Massimiliano Santarossa

Paesenovo sta tra Veneto e Friuli, nella grande pianura padana… come da sempre ripetono Enea, suo padre, sua madre e i molteplici protagonisti di “Pane e ferro”. Un microcosmo che ha visto passare tra le campagne sterminate, le strade di sassi e polvere e le case sorte a lato del grande fiume il Novecento intero, portando in quel piccolo borgo contadino due guerre mondiali e una epocale migrazione dai campi alle fabbriche, unica rivoluzione vissuta e accettata “qui da noi”. “Pane e ferro” racconta un’epopea famigliare lunga un secolo, dall’alba del 1895 al tramonto del 1999, dal nonno, vecchio patriarca, che nei due conflitti mondiali vive la tragedia del suo tempo, fino al figlio e al nipote, chiamati a ripercorrere l’intero secolo breve nei ricordi e sulla pelle, così da lasciarne testamento. Pagine vive e toccanti che dipingono il quadro di un mondo ormai lontano, dove la terra è stata solcata dalla “grande storia” ben più che altrove, e dove le “storie minime”, intime e umane, parlano delle fatiche e delle conquiste di un popolo dimenticato: i “metalmezzadri”. Donne e uomini con la schiena piegata sulla terra da coltivare e i corpi nel ferro da costruire.

Racconti industriali 2022: Programma completo