La città di fondazione

L’espressione “città di fondazione” identifica un nuovo insediamento urbano, sorto sulla base di un progetto d’insieme predefinito e articolato nelle funzioni principali. Le città di fondazione sono quindi disegnate “a tavolino” e comprendono almeno le aree fondamentali che fanno di un insediamento una vera città: le aree del lavoro, quelle per la residenza permanente delle persone e quelle per le esigenze collettive e del tempo libero. Le città di fondazione italiane degli anni Trenta hanno inoltre in comune alcuni elementi estetici: sono infatti caratterizzate da una tipica architettura di regime, elementi razionalisti e piazze ispirate alla pittura metafisica di Giorgio De Chirico. Tra le principali si devono ricordare Littoria (oggi Latina), Sabaudia, Pontinia e Aprilia nell’Agro pontino, Pomezia in provincia di Roma, Mussolinia (oggi Arborea) e Fertilia in Sardegna, Tresigallo e Predappio in Emilia Romagna. Un secondo gruppo comprende le città industriali: oltre a Torviscosa, ci sono Arsia (oggi Raša) in Istria, Carbonia in Sardegna e Guidonia in provincia di Roma.

Anche Torviscosa ha la sua piazza metafisica: inizialmente “piazza Impero”, è stata rinominata “piazza del Popolo” nel dopoguerra. È stata progettata dall’architetto Giuseppe De Min, così come il resto della città, ed è dominata dal palazzo del Comune, che con il balcone e la caratteristica torre squadrata ricorda analoghe costruzioni delle altre città nuove del periodo.