Visita al sito dell’ex campo di concentramento di Gonars

Secondo la legge italiana, nel Giorno della Memoria si ricordano le vittime dell’olocausto nazista, gli italiani che hanno subìto la deportazione, le leggi razziali italiane e la conseguente persecuzione italiana dei cittadini ebrei. Il regime fascista ha fatto però anche altre vittime civili di cui si è sempre parlato poco e che vengono spesso dimenticate. Nel 1943 nel campo di concentramento di Gonars, a pochi chilometri da Torviscosa, sono morte di fame e malattie oltre 500 persone, soprattutto donne, bambini e anziani deportati dalle zone occupate dall’esercito italiano nell’allora Jugoslavia.

Il legame tra Torviscosa e questa tragedia non si esaurisce soltanto nella vicinanza territoriale: l’attività industriale appena avviata in quegli anni a Torviscosa ad opera della SNIA, che giustamente viene tuttora lodata per aver dato lavoro a migliaia di persone nella Bassa friulana, ha avuto purtroppo anche un risvolto tragico per il ruolo attivo legato alla deportazione dei civili sloveni e croati verso i campi di concentramento italiani. Che cosa c’entra, dunque, Torviscosa con Kocevie e con le decine di piccoli villaggi della bassa Slovenia, che ora non esistono più perché sono stati incendiati e distrutti tra il 1942 e il 1943? Che ruolo ha avuto, nell’insieme, la SNIA Viscosa, impegnata nel disboscamento di questi territori e nel trasferimento del legname verso Torviscosa? Ne parleremo insieme, proprio in occasione della ricorrenza del Giorno della Memoria, durante la visita al sito dell’ex campo di concentramento di Gonars e al Sacrario memoriale per gli internati del campo di concentramento. Se vuoi venire con noi, l’appuntamento è per il 27 gennaio, alle ore 10.30 davanti al bar Circolo a Torviscosa, oppure alle 11.00 nel sito dell’ex campo di concentramento di Gonars (all’incrocio tra SR 252 e via Corte, a cui però non si può accedere dalla SR 252. Dalla SR 252 direzione Codroipo, entrare a Gonars dopo il distributore, proseguire per qualche centinaio di metri e poi girare a destra in va Corte. Proseguire fino in fondo).