Enzo Mari a Torviscosa

Enzo Mari è uno dei tanti personaggi dell’arte e della cultura che Franco Marinotti invita a Torviscosa per celebrare l’impresa industriale da lui iniziata negli anni Trenta.

Sono i primi anni Sessanta e anche se la SNIA sta ormai per abbandonare del tutto la canna gentile per la produzione di cellulosa, Marinotti insiste affinché Mari utilizzi la cellulosa da canna in una delle sue celebri strutture cinetiche, che purtroppo andrà subito distrutta proprio a causa della deperibilità del materiale. Mari realizza però anche altre due strutture per Torviscosa, una delle quali è sopravvissuta ed è tuttora esposta al CID. Si intitola Struttura 708 ed è costituita da piastre di alluminio anodizzato di cm 25 x 25, tenute insieme con cavi d’acciaio.

Anche la terza opera che Mari realizzò per Torviscosa è andata distrutta: era fatta di fili elastici e secondo l’opinione dello stesso Mari era addirittura più bella, tanto che fu trasferita a Palazzo Grassi a Venezia. La possiamo “intuire”, purtroppo, soltanto in questa fotografia pubblicata in un numero della rivista Casabella nel 1965.