Swap party (mercatino del baratto)

Domenica 4 ottobre, ore 15.00 – 18.00
Villaggio Roma (ex scuole elementari)

L’industria tessile è un settore economicamente molto rilevante, ma è anche un grande consumatore di risorse e un importante emettitore di gas a effetto serra. Torviscosa è un esempio storico estremamente significativo dell’inquinamento provocato da questo settore industriale: lo stabilimento di Torviscosa, avviato nel 1938 dalla SAICI SNIA Viscosa per la lavorazione di cellulosa destinata alla produzione di fibre tessili artificiali e poi di derivati dal petrolio per la produzione di fibre sintetiche, nei suoi 80 anni di attività ha provocato un pesante e persistente inquinamento da mercurio e solventi chimici nel territorio comunale che ha raggiunto anche la laguna di Marano.

“All’interno dell’UE, il settore impiega 1,3 milioni di persone con un fatturato di 170 miliardi di euro e oltre 64 miliardi di euro di esportazioni. Ogni cittadino europeo utilizza in media 26 kg di prodotti tessili all’anno e ne butta via 11 kg. Il mercato degli abiti usati nell’UE è in crescita – e alcuni vengono esportati per essere riutilizzati al di fuori dell’UE – ma una parte significativa finisce ancora per essere incenerita o inviata in discarica.

Attualmente, nell’UE la produzione e il consumo di prodotti tessili hanno il più alto impatto negativo sull’ambiente e sui cambiamenti climatici dopo l’alimentazione, gli alloggi e i trasporti. Questi impatti includono l’uso eccessivo di risorse naturali, acqua, terra e sostanze chimiche e il rilascio di gas a effetto serra e sostanze inquinanti.” [Fonte: Cordis]

Che cosa possiamo fare noi?

Ci sono diverse azioni abbastanza facili da seguire:

  • acquistare di meno
  • non comprare i prodotti a basso costo (sono di qualità inferiore, durano meno e soprattutto sono stati realizzati da lavoratori in condizioni inaccettabili)
  • evitare i vestiti miscelati (es. cotone + poliestere) perché sono difficilmente riciclabili
  • acquistare di seconda mano!

Che cos’è uno swap party?

Uno swap party è un evento dove si possono portare abiti e accessori in buone condizioni, ma che non si usano più, e scambiarli con quelli portati dagli altri partecipanti. In questo modo puoi aggiornare il tuo guardaroba senza spendere e soprattutto senza contribuire all’inquinamento.

Ma, come dice Francesca, uno swap party è anche di più: è un momento di incontro, è la possibilità di dare valore a ciò che abbiamo, evitando che finisca inutilmente dimenticato o buttato, è un pretesto per stare insieme, curiosare, raccontarsi, fare conoscenze.

Che cosa aspettarsi domenica 4 ottobre

Il mercatino si svolgerà dalle 15.00 alle 17.00: se vuoi partecipare portando i tuoi abiti usati, prenota un tavolo. Se vuoi solo curiosare, sarai comunque benvenuta/o!

Alle 17.00 ci sarà un breve incontro con alcune persone che parleranno della loro esperienza:

  • Francesca Lionetti: da vent’anni organizza e aiuta a organizzare mercatini dello scambio in Friuli. Da questa esperienza è nata la Compagnia del baratto;
  • Silvia Cacitti: è un’esperta di moda consapevole e ideatrice del progetto Mindfulldress. Ci accompagnerà in un viaggio attraverso le storie raccontate nel suo “Radici in stoffa”, un podcast che parte dall’abbigliamento popolare per riflettere sul nostro rapporto con la moda contemporanea;
  • Anna Piuzzi: giornalista professionista, lavora per La Vita Cattolica e Radio Spazio. Si occupa in particolare di migrazioni (specialmente di Rotta Balcanica), ma conosce molto bene anche le buone pratiche di economia circolare del nostro territorio.