Domenico Scarpa: Scrittore a tempo pieno. “La chiave a stella” di Primo Levi

22 aprile

Leggere La chiave a stella è come ascoltare una grande orchestra e simultaneamente contemplare un cantiere in attività. Sparsi in ogni regione del nostro pianeta, i cantieri dove Libertino Faussone opera come montatore di impianti complessi (ponti, tralicci, derrick, piattaforme petrolifere…) producono innanzitutto la musica di una lingua: il lessico delle officine, il gergo del lavoro tecnico specializzato. È Primo Levi a inventare la voce, la faccia, il carattere e le avventure di Faussone, grande solista di prestigio internazionale e con radici piemontesi, ed è nuovamente lui a indicarci che «Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra».
Levi ha pubblicato da Einaudi questo libro nel 1978, un anno dopo essere andato definitivamente in pensione dal suo lavoro di tecnico delle vernici: era, a quel punto, uno scrittore a tempo pieno.

Del libro e di lui parlerà Domenico Scarpa, consulente letterario del Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino.

Rassegna “Racconti industriali”
Lezione riservata alle scuole

Il termine “libertà” ha notoriamente molti sensi, ma forse il tipo di libertà più accessibile, più goduto soggettivamente, e più utile al consorzio umano, coincide con l’essere competenti nel proprio lavoro, e quindi nel provare piacere a svolgerlo
[PRIMO LEVI, La chiave a stella]

Verso le nove è arrivato un furgone, ne è sceso il conducente, e ci ha chiesto:
“Siete in tre”
“No, siamo in due”, ha risposto Faussone.
“Siete francesi?”
“No, siamo italiani”.
“Dovete andare alla stazione?”
“No, dobbiamo andare all’aeroporto”.
Il conducente, che era un giovane erculeo dal viso radioso, ha concluso lapidariamente: “Allora salite”.

[PRIMO LEVI, La chiave a stella]