Biblioteca di letteratura industriale

I libri sono a disposizione dei soci e possono essere richiesti scrivendo a protorviscosa@gmail.com.

Alberto Albertini, La classe avversa [2020]
È il racconto del disfacimento di un paradigma, quello che vedeva nel modello industriale a gestione familiare il segreto del miracolo italiano. Con questo romanzo disincantato e lucido, in un dialogo immaginario con lo scrittore Ottiero Ottieri, Albertini dà voce e nuova dignità a una corrosione personale e collettiva che il lavoro sembra non essere più in grado di nobilitare.

Silvia Avallone, Acciaio [2010]
Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. Lo sanno bene Anna e Francesca, amiche inseparabili che tra quelle case popolari si sono trovate e scelte. Silvia Avallone racconta un’Italia in cerca d’identità e di voce, apre uno squarcio su un’inedita periferia operaia nel tempo in cui, si dice, la classe operaia non esiste più.

Simona Baldanzi, Figlia di una vestaglia blu [2006]
È un ibrido narrativo, tra memoir, romanzo e inchiesta operaia. Esplora la dimensione del lavoro femminile, quello delle donne in “vestaglia blu” che cuciono migliaia di passanti per i jeans Rifle della fabbrica del Mugello, ma racconta anche delle “tute arancioni”, i minatori per lo più calabresi che forano le montagne del Mugello per far passare il Tav.

Gianfranco Bettin, Cracking: romanzo [2019]
Celeste Vanni ha lavorato per una vita, quasi una vita, al Petrolchimico di Porto Marghera, e lì nello spettacolare scenario di una delle più grandi industrie del mondo, produttrice di ricchezza e di morte, tra rovine spettrali e reparti in metamorfosi, solo e isolato continua a vivere, a contare i morti, a raccontare storie di lotta e malavita e a lasciarsi visitare da infiammati pensieri di giustizia.

Daniele Biacchessi, La fabbrica dei profumi. Seveso 40 anni fa[2016]
Questo libro d’inchiesta resta un documento fondamentale di conoscenza e di memoria. Per la prima volta viene svelata, e mai smentita, la verità sulla diossina di Seveso.

Gianni Biondillo, Il sapore del sangue [2018]
In una metropoli sferzata da una bufera di neve, fra periferie abbandonate e nuovi grattacieli, fra chiese barocche e palestre di pugilato, l’ispettore Ferraro imparerà come un ragazzo qualsiasi sia diventato negli anni un efferato criminale.

Italo Calvino, Gli amori difficili [1970]
Raccolta di racconti che comprende La nuvola di smog, metafora del male di vivere, qui identificato con l’inquinamento e la sporcizia che invade ogni cosa, e del modo per affrontarlo, conviverci o comprenderlo.

Primo Levi, La chiave a stella [1978]
Faussone, il protagonista di questa “opera prima” di Primo Levi, ovvero del suo primo romanzo d’invenzione, è un operaio specializzato che si lascia alle spalle la dura esperienza della catena di montaggio alla Lancia e gira per il mondo a montare gru, ponti sospesi, strutture metalliche, impianti petroliferi. Il libro più ottimista e ironico di Primo Levi.

Giuseppe Lupo, Gli anni del nostro incanto [2017]
È il racconto di una famiglia nell’Italia spensierata del miracolo economico, una nazione che si lascia cullare dalle canzoni di Sanremo, sogna viaggi in autostrada, si entusiasma con i lanci nello spazio dei satelliti americani e sovietici, e crede nel futuro, almeno fino a quando non soffia il vento della contestazione giovanile e all’orizzonte si addensano le prime ombre del terrorismo.

Giuseppe Lupo, Le fabbriche che costruirono l’Italia [2020]
Il libro propone un viaggio nell’immaginario industriale italiano attraverso alcuni dei luoghi simbolici dai quali è transitata un’idea di modernità: Settimo Torinese, Genova, Arese, Rescaldina, Sesto San Giovanni, Bagnoli, Pozzuoli, Torviscosa, Porto Marghera, Ivrea, Terni, Valdagno. Alcuni capitoli sono stati pubblicati per la prima volta nelle pagine del Sole 24 Ore, nella rubrica “Viaggio nell’immaginario industriale”, da luglio a settembre 2019.

Valerio Monteventi, Ruggine, meccanica e libertà [2018]
Dalla fabbrica alla galera, andata e ritorno. Due luoghi che si somigliano, un percorso tipico di tante scritture working class. In fondo i proletari un tempo potevano permettersi di scrivere solo se andavano in prigione: il tempo morto del lavoro poteva allora convertirsi in scrittura. Valerio Monteventi racconta in autofiction un percorso carico di consapevolezza politica.

Ottiero Ottieri, Donnarumma all’assalto [1959]
Italia del Sud, fine anni Cinquanta. Una grande azienda settentrionale ha deciso di impiantare una nuova fabbrica nel cuore del Mezzogiorno. Ora deve selezionare il personale adatto, e per questo ha incaricato uno psicologo che sottoponga i candidati a una “valutazione psicotecnica”. Nel suo diario, lo psicologo registra l’esito del suo lavoro, che si fa via via più coinvolto e commosso, fino a trasformarsi in una vera e propria partecipazione al dramma dei disperati che si aggrappano al miraggio del posto di lavoro per liberare se stessi e le loro famiglie dalla miseria. E lui che, invece, per dovere professionale, deve decidere il destino di ciascuno di loro.

Alberto Prunetti, Amianto: una storia operaia [2012]
Renato è un operaio cresciuto nel dopoguerra che ha iniziato a lavorare a quattordici anni. Un lavoratore che scioglie elettrodi in mille scintille di fuoco a pochi passi da gigantesche cisterne di petrolio. Un uomo che respira zinco, piombo e buona parte della tavola degli elementi di Mendeleev, fino a quando una fibra d’amianto trova la strada verso il torace. L’autore del libro è il figlio di Renato.

Alberto Prunetti, 108 metri: the new working class hero [2018]
I protagonisti: un vecchio cuoco tossico uscito da un libro d’avventure, uno stasatore di cessi innamorato della lirica e un anziano attore shakespeariano lobotomizzato, con un corredo di giovani assistenti dediti a piccoli crimini e decisi a sopravvivere in ogni modo a mille guai. Sullo sfondo l’Inghilterra della Brexit e il rimontare dell’odio verso gli stranieri, l’impoverimento di una classe operaia che cerca di ritrovare il proprio orgoglio e la guerra di tutti contro tutti dei lavoratori smarriti.

Alberto Prunetti, Nel girone dei bestemmiatori: una commedia operaia [2020]
Una rutilante avventura tragicomica, al cuore dell’identità operaia di ieri e di oggi. Tra vecchi attrezzi e modi di dire popolari, ogni cosa è uno spunto per ricordare e moltiplicare i racconti sulla vita di Renato.

Eugenio Raspi, Inox [2017]
Inox racconta le vicissitudini di una squadra di operai all’interno di un’acciaieria. Un incidente ai forni, con involontari protagonisti il caposquadra e un addetto alle movimentazioni, motiva pesanti accuse contro Sergio Asciutti, fratello dell’amministratore delegato, e Giulio, manovratore della gru.

Eugenio Raspi, Tutto fumo [2019]
Luca attende la maggiore età andando malvolentieri a scuola, è iscritto all’alberghiero perché vuole un futuro lontano dal padre operaio che sta perdendo la battaglia in difesa dell’occupazione. Meglio preparare cocktail acrobatici in località di vacanza che avvilirsi nel paese in cui è nato, che offre poco o nulla, sia a lui che alla sorella Elena, laureata in computer grafica.

Ermanno Rea, La dismissione [2002]
“La dismissione” è opera che ha guadagnato nel tempo una bruciante attualità. Vi si leggono le sorti dell’Ilva di Bagnoli e della Napoli operaia attraverso la vicenda di Vincenzo Buonocore, entrato all’Ilva come semplice manovale e diventato, con gli anni, tecnico specializzato alla guida delle Colate continue. A lui viene affidato l’incarico di smontare il suo reparto, venduto ai cinesi.

Silvia Rocchi, Brucia [2017]
È il racconto a fumetti di un’amicizia femminile tra una ragazza sposata alle soglie di una controversa maturità e una ragazza alla fine dell’adolescenza. La vita scandita tra i ritmi del lavoro e della famiglia e quelli della scuola all’interno di una piccola comunità toscana, nei primi anni Ottanta, dominata dalla presenza della Fabbrica, un’acciaieria che attrae e assorbe distruggendo tutte le speranze degli abitanti del paese.

Gaetano Sateriale, Dai banchi e dalle officine [2018]
Il volume descrive i tanti lavori dell’Italia agricolo-industriale e poi quelli sindacali e politici degli anni 70, fino all’assassinio dell’Onorevole Moro e all’inizio della ristrutturazione industriale degli anni 80.

Michelangelo Setola, Gli sprecati [2019]
Un racconto visivo (fumetti) dirompente e bizzarro che mette in scena una rivoluzione operaia disperata tra archeologie industriali che rimandano alle foto dei coniugi Becher e alle fisionomie alienate di Daumier.

Antonella Tarpino, Memoria imperfetta. La comunità Olivetti e il mondo nuovo [2020]
Le fabbriche del Nuovo e le prove di «società perfetta» del laboratorio di Adriano Olivetti: uno scavo nella memoria per linee interne – dal lessico di famiglia ai ricordi dei protagonisti – nell’intento di registrare, a distanza, una civiltà delle macchine mentre “si pensa”.

Stefano Valenti, La fabbrica del panico [2016]
Fuori dai cancelli della fabbrica si lotta per i turni, per il salario, per ritmi più umani, ma nessuno è ancora veramente consapevole di come il corpo dell’operaio sia esposto alla malattia e alla morte. L’incontro con Cesare, operaio e sindacalista, consente all’autore di uscire dalla paura e cominciare a ripercorrere la storia del padre e di tutti i lavoratori morti di tumore ai polmoni.

Pia Valentinis, Ferriera [2014]
Una figlia racconta la vita del padre, operaio in fonderia. E il diario intimo, memoria privata e familiare, si fa storia collettiva del lavoro dal dopoguerra agli anni ’70. Una storia di morti in fabbrica e vita aspra, ma anche di conquiste e di tanti piccoli momenti felici. Premio Andersen 2015 – Miglior libro a fumetti.

Paolo Volponi, Memoriale [1962]
“Memoriale” è il capolavoro che sbaragliò le discussioni degli anni Sessanta sui rapporti tra letteratura e industria. La storia dell’operaio Saluggia si sottrae a qualsiasi modello ideologico e diventa, a distanza di anni, un capitolo della nostra storia.

Il menabò di letteratura, n. 4 (1961) e n. 5 (1962)
Celebre rivista diretta da Elio Vittorini e Italo Calvino. In questi due numeri sono pubblicati diversi contributi riguardanti la letteratura industriale.